ASLI – il profumo dell’autenticità – I Profumi di Firenze

Rand è una giovane donna siriana molto bella.

La sua bellezza non è fatta di lineamenti perfetti, di fisicità statuaria, ma dallo scintillio degli occhi, dall’espressività delle mani, dalla genuinità del sorriso.

Rand Nezha è un’artista, una pittrice, che pur essendo straniera, si esprime in un italiano impeccabile, con l’utilizzo di tutti gli strumenti verbali atti a dare significato e spessore alle sue opere.

Ho incontrato Rand e suo marito Samer lo scorso anno, in una Firenze sfolgorante nella sua bellezza.

Ph. credits INCENSO E ROSE

La città di Dante, che io amo in modo particolare e profondo, mi incita a raccontare un altro viaggio, dove arte, musica e profumo si abbracciano.

Sembra inopportuno, questo verbo “abbracciare”: di questi tempi, l’abbraccio e qualsiasi forma di vicinanza sociale è rivestita del velo grigio e triste del sospetto.

Così non era lo scorso anno, quando si poteva abbracciare e stringere mani senza paura.

In un pomeriggio assolato e caldissimo di settembre, dopo il vagare stimolante e produttivo tra gli stand della Leopolda, partecipai ad un piccolo evento (piccolo, nel senso che era riservato a pochi spettatori per volta), che si svolgeva non lontano dalla fiera.

Il titolo dell’evento era invitante: “Il profumo dell’arte”.

Sottotitolo: “una narrazione pittorica, una musica, un profumo, un’unica ispirazione: l’autenticità dell’essere.”

OSSERVA, SENTI, ASCOLTA l’autenticità dell’essere di chi lascia emergere il proprio stato d’animo con autenticità, sempre, con fierezza e umiltà, rendendosi vulnerabile, fragile ma forte, lasciando andare al mondo qualcosa di sé, ma rimanendo radicato nell’essere.” Francesca di Massimo.

Come descritto nel pieghevole, si trattava di un percorso multisensoriale, che avvicinava (altro predicato poco in voga in questo periodo) la cultura orientale di una pittrice – Rand Nezha – di un musicista – Samer Andrews, e quella occidentale di una profumiera fiorentina – Francesca di Massimo.

Ph. credits dott.ssa Francesca di Massimo – Spezierie Palazzo Vecchio

Le opere pittoriche di Rand, la musica di Samer e il profumo di Francesca portavano tutti lo stesso suggestivo nome: Asli, che in arabo significa “autentico”.

Le opere di Rand colpivano per il gioco potente dei chiaroscuri. Non possedevano tratti delicati, bensì pennellate spesse e brusche.

Erano ritratti di donne, la cui fisionomia tradiva un tormento attuale o trascorso, un dolore estremo, ma anche una fierezza che impersonava il preludio alla rinascita.

Ogni opera veniva proposta ai presenti, perché esprimessero il loro stato d’animo nel contemplarla.

La descrizione di ogni dipinto era accompagnata da musicalità forestiere, suonate da Samer con uno strumento a corda, un po’ in disparte, nella penombra: erano i “Maqam”, che nella cultura araba, attraverso micro-tonalità, esprimono i vari stati d’animo.

Samer traeva con sapienza antica le sue note per esprimere l’affetto (Maqam il Kurd), la tristezza (Maqam Saba) la speranza e la consapevolezza delle proprie origini (Maqam Nahawand) e l’orgoglio e la potenza (Maqam Rast e Maqam ‘Ajam).

Mentre i presenti scandagliavano con la vista i tratti, forti e inquieti, delle donne dipinte da Rand, Samer suggestionava l’udito eseguendo gli struggenti commenti musicali, dando vita ad una atmosfera irreale, concentrata, in intimo contatto con il proprio io profondo.

Ph. credits dott.ssa Francesca di Massimo – Spezierie Palazzo Vecchio
Pastelli a olio su carta di Rand Nezha

Francesca, nel frattempo, stimolava l’olfatto invitando ad annusare le materie prime con cui era intenzionata a realizzare Asli, il profumo che avrebbe riassunto il concetto contenuto nelle opere dei due artisti.

Agrumi: lime stimolante, arancia dolce e zuccherina, bergamotto aromatico e caldo.

Frutta: lampone rosso, dolce ma asprigno.

Fiori: la soave mimosa e il nobile iris.

Bacche: il pepe rosa, piccante quanto basta per dare carattere.

Note animali: ambra, prezioso dono del mare, che racchiude in un abbraccio confortante con la vaniglia tutta la composizione, conferendole rotondità e carattere.

Asli è qui con me, ora.


Ph. credits Rand Nezha

È un’eau de parfum in cui io sento spiccare l’arancia, il dolce frutto che mi rende caro l’inverno.

L’apertura è agrumata nel senso più classico, con note esperidee fuggevoli e cristalline, ma poi gli spicchi aranciati si insediano e percorrono tutta l’evoluzione della fragranza.

Oh, non da soli, certo!

La mimosa è la star del cuore, con la sua tonalità solare dà valido sostegno al frutto, rimanendo tuttavia ben percepibile.

Tutta la composizione si arrotonda, si ammorbidisce sulla scia di vaniglie esotiche e ambra.

Scordatevi i profumi da alcova: pur avendo nel suo cuore materie prime importanti, notoriamente associate a fragranze dalla sensualità esuberante, Asli si rivela una composizione di durata eccezionale senza addentrarsi nel luogo comune del profumo eccessivamente audace.

Il dolce e gustoso succo dell’arancia fa di Asli una composizione vitale e festosa, che non sbiadisce né si smorza con il tempo, rimanendo definito e riconoscibile.

L’assoluta di iris, che non poteva mancare in una creazione di mano fiorentina, lo sostiene e concorre a ricreare l’atmosfera elegante e rarefatta delle fragranze di classe.

Francesca di Massimo ha voluto affiancare la sua visione dell’autenticità a quella espressa graficamente da Rand e a quella musicale di Samer, riuscendo nell’intento di elaborare un messaggio olfattivo nuovo, vivace, profondo, che porta una firma molto italiana.

Asli sarà disponibile a breve sugli scaffali delle Spezierie, dice Francesca di Massimo: se passate da Firenze, oltre a portarle il mio “bacione”, andate a sentirlo.

Spezierie Palazzo Vecchio.

Via Vacchereccia.

Firenze.

Vi conquisterà.

Ph. credits Rand Nezha